Lettera di Padre Carlo Colonna

dicembre 10, 2009 di  
sotto Fede

Questa lettera è stata estrapolata dai commenti contenuti nel sito ufficiale di Rita Cutolo

19 Novembre 2009 a 09:35
Come si può spiegare il fenomeno di Rita Cutolo che con un misterioso fuoco, proveniente dalle sue mani e applicato ai malati, li guarisce da malattie anche gravissime, per le quali i medici non avevano dato alcuna speranza di guarigione ?

Ho conosciuto personalmente Rita, il modo semplice e materno con cui opera, il fuoco delle sue mani applicato su di me, le testimonianze dei malati da lei guariti; ho già tenuto a Pesaro una conferenza su Rita Cutolo il giorno 14/4/2007, in cui feci la presentazione del libro del prof. Grianti dal titolo: Rita Cutolo, una scheggia dal cielo : Il soffio del Dio Nascosto. Chiunque può leggere il mio giudizio su Rita, leggendo quanto dissi negli atti di quel convegno.Può anche leggere la conferenza, visitando il mio sito web: http://www.nuovoadamo.net, cliccando al link: Conferenze.

Ribadisco in sintesi il mio giudizio. Ogni effetto deve avere una causa e un fine proporzionato, perché venga all’esistenza. E’ un principio primo del ragionamento umano, che permette di procedere nella ricerca delle cause delle cose. Il punto di partenza nel nostro ragionamento circa Rita Cutolo non è lei, ma sono i numerosi malati, anche gravissimi, che testimoniano, con tanto di referti medici, che il trattamento di Rita li ha guariti, quando la medicina ufficiale si dichiarava impotente. Rita quindi non è dotata di un potere naturale di guarire, perché altrimenti i medici si sarebbero appropriati di questo potere per farlo entrare nella medicina naturale. Deve avere quindi un potere non comune, “sopra la natura”, per guarire. Questo può essere solo un “dono particolare di Dio”, che è la fonte universale di ogni forma di vita, dalla struttura subatomica vivente alle grandi intuizioni dei geni in ogni campo dello scibile e operosità umana. Non se ne parla proprio del demonio, perché il demonio distrugge la vita, non la guarisce né tanto meno la crea. Altrettanto fanno le arti magiche che, se apparentemente portano all’inizio qualche sollievo, poi si mutano in danno e rovina per chi si è sottomesso ad esse. Siamo quindi rimandati a ricercare la causa del fuoco misterioso guaritore, che esce dalle mani di Rita, in un dono spirituale proveniente da Dio, che però si incarna nella materia che guarisce, manifestandosi in un forte calore e in una intensa luce che, immesse nel malato, lo guariscono.

Senza addentrarmi ulteriormente nello spiegare questo giudizio, dico soltanto che la Vita nella sua più alta forma di esistenza, come è in Dio, si presenta come PNEUMA o come FUOCO vivente sussistente, la cui natura è semplicissima e intensissima, capace di creare ogni forma di vita, in cielo e in terra. Dio può comunicare questo PNEUMA o FUOCO di vita a chi vuole, perché diventi collaboratore delle sue opere di vita nel creato. Se qualcuno si meraviglia di questo, basti pensare a quell’erogazione di Pneuma o Fuoco di vita, che avviene ogni volta che si compie un atto sessuale, generatore di vita. In un incontro di fuoco sessuale tra l’uomo e la donna, si comunica lo pneuma della vita umana, che poi si svilupperà in un bel bambino al momento della nascita. Tutto il resto è ricerca di laboratorio per sapere che cosa c’è dentro questo fuoco e pneuma di vita, che dà origine all’uomo.

E’ giusto quindi vedere nel fuoco di cui sono dotate le mani di Rita Cutolo una particolare manifestazione, a beneficio dell’umanità sofferente, del Fuoco della vita che viene da Dio, creatore e restauratore di vita.
Che questa sia la causa proporzionata delle guarigioni, operate da Rita, lo si evince anche dalla modalità con cui Rita opera e dal fine che raggiunge. La modalità è quella di una grande carità e sollecitudine verso ogni malato ed ogni genere di malattia, segno che la vita viene dall’amore di Dio per l’umanità e chi la trasmette deve operare allo stesso modo. Così fanno anche i genitori, quando mettono al mondo un figlio e gestiscono la sua nascita.

Inoltre il fine della vita è che gli uomini diano gloria a Dio, che ha dato loro il dono della vita e questo si verifica in moltissimi malati, guariti da Rita, che non si limitano a ringraziare Rita, ma riconoscono Dio come loro guaritore e, se si erano allontanati dalla vita divina cristiana, ritornano a questa vita, ricuperando non solo la salute del corpo, ma anche quella dell’anima, che è la cosa più importante.
Chi poi dubitasse di questa mia spiegazione, perché il ricorso a Dio non è un ragionamento scientifico, ma di fede e quindi non è valido per tutte le menti, soprattutto per i massoni, gli atei e gli agnostici, rispondo che la verità ultima delle cose non è alla portata dei ragionamenti scientifici, che, poveretti, devono penare a lungo con prove e controprove per arrivare a qualche piccola briciola di verità umana, ma è alla portata di tutti attraverso il ragionamento metafisico naturale, che si basa sull’esercizio del principio di causalità: ogni ente esistente deve avere una causa proporzionata, che giustifichi la sua esistenza. Oltre questo, vi è a disposizione una rivelazione autentica di Dio sull’argomento, del tutto credibile, a cui è ragionevole credere. Chi vuol conoscere la verità in campi di economia, frequenta l’Università di economia, non quella di ingegneria. Così per conoscere la verità ultima delle cose, non basta frequentare i laboratori scientifici; è necessario conoscere prima la filosofia della scienza per poi rivolgersi alla teologia rivelata, che insegna cose certissime come 2+2 = 4, anche se superiori alla nostra capacità di comprensione. Solo così ogni uomo potrà accedere ad una conoscenza reale del Reale e non riduttiva e deformata, come sta nella mente dei massoni, degli atei e degli agnostici, che però si vantano di essere “scientifici”, vale a dire “scientificamente idioti” per quanto riguarda tutto ciò che è superiore alle loro competenze scientifiche.

P. Carlo Colonna s.j.
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Commenti

2 Risposte a “Lettera di Padre Carlo Colonna”
  1. Giovanna Pastore scrive:

    Io sono andata da Rita Cutolo, ho accompagnato Enzo – il mio compagno – ed ho personalmente riscontrato tutto quello che ha scritto padre Carlo che conosco ed assicuro che non è persona, considerata la sua cultura, da prestarsi a giochini di sorta. Sono andata una prima volta con fiducia, ma anche con curiosità e sopratutto con fede. Sono sicura che Dio – la Divina Misericordia – se vuole attraverso Rita potrà aiutare Enzo nella sua malattia. Confidando che è già guarita qualche persona del suo male, ma questo non vuol dire. Se Gesù ha stabilito e vuole, tramite Rita può. Ella è uno dei suoi strumenti – tanti e spesso sconosciuti – che usa per arrivare a noi. Quando ci predisponiamo ad accoglierlo Gesù, egli si mostra vicino a noi più di quanto noi percepiamo, è lì pronto a sostenerci se vogliamo in tutte le fasi della nostra esistenza. Abbiate fede – chiunque vorrà darvi una mano a mio nome io l’aiuterò dice Gesù. E nella storia ce ne sono stati tanti di
    segni. E anche qualora non ve ne fossero, c’è il discorso delle beatitudini –
    in particolare “beati quelli che non vedranno e che crederanno” con umiltà e con fede.

  2. Manuela Manara scrive:

    I MIEI INCONTRI CON RITA CUTOLO
    “ Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e se berranno qualche veleno non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno” (Mt16,17-18)
    Ho sentito parlare di Rita Cutolo All’inizio del 2009 quando una mia amica, collega di guardia medica, mi ha confidato “ sembra che una donna di nome Rita Cutolo nei paraggi di Pesaro abbia il dono di ridurre le masse tumorali, me lo ha confidato un medico che talvolta va da lei”. Il suo nome e’ rimasto per alcuni mesi depositato, quasi sepolto, nella mia memoria come se stesse dormendo. In quel periodo è tornata nel mio ambulatorio Grazia, una mia assistita, per sottoporsi ad alcune sedute di agopuntura. Da alcuni mesi infatti Grazia avvertiva un dolore alla spalla sinistra che non regrediva con nessuna terapia. Era stata sottoposta ad intervento chirurgico con svuotamento del cavo ascellare sei anni prima per carcinoma alla mammella sinistra. Le ho consigliato di sottoporsi ad accertamenti in particolare a raggi X alla spalla e rachide cervicale e a RMN con mezzo di contrasto. Il tumore era ormai metastatizzato alle ossa in vari punti del corpo come confermava anche la scintigrafia ossea eseguita in seguito. Ecco la ragione del suo dolore. In quel momento il nome di Rita Cutolo è riapparso come un lampo, limpido e chiaro per rischiarare il cielo buio di Grazia. Le ho infatti proposto di informarsi su Rita tramite internet e di andare da lei e verificare se poteva trarne qualche beneficio. Conoscevo Grazia abbastanza bene e sapevo che avrebbe sperimentato su di lei, con pragmatismo, con semplicità, umiltà, apertura mentale questo eventuale incontro con Rita. Ha il rigore di chi vaglia le esperienze con quella saggezza di chi rifiuta qualsiasi evento che non abbia il sapore della verità. All’inizio del suo calvario dopo l’intervento al seno e allo svuotamento del cavo ascellare fu sottoposta a chemioterapia e a radioterapia. Dopo la seconda seduta di radioterapia era precipitata nel vortice di una astenia invalidante che l’ha costretta ad una vita spezzata, corrosa, buia, per sei anni al di là della malattia stessa che stava avanzando silenziosa senza dare tanti segnali della propria presenza. La vita era tormento e solitudine, aveva perso non la vita, non la voglia di vivere ma quella forza vitale che non riusciva più a garantirle quella qualità di vita degna di essere vissuta. Fu da molti etichettata come una malata immaginaria o una depressa. Grazia fin dal primo momento in cui è andata da Rita mi ha tenuta informata di settimana in settimana sui suoi miglioramenti: ha recuperato energia fisica, è tornata a camminare, a non stancarsi dopo pochi passi, è riuscita di nuovo a concentrarsi nella lettura di un libro, è tornata a fare la spesa, non avvertiva più il dolore in vari punti del corpo recuperando la gioia di riscoprire il mondo come quella di una bambina che va in gita per la prima volta. Quindi nell’ottobre 2009 mi sono recata da Rita con Grazia. Avevo pregato tutta la notte perché Dio mi desse l’opportunità di essere in ascolto con la frequenza del cuore e dello spirito, volevo essere accanto a Grazia e verificare di persona un evento straordinario che si stava compiendo. In realtà già prima di incontrarla sentivo la verità soffiare come un alito di vento sul nome di Rita, quella verità che mi stava preparando al suo incontro e a quelli successivi fino d ora che mi sono decisa a scrivere un a testimonianza sull’opera di Dio attraverso le mani di Rita, di Tony e Luca, i suoi due figli e di Lisa e Carmen sue collaboratrici. Sono infatti tornata da lei successivamente una volta al mese almeno per due giorni per ricevere trattamenti, comprendere, stare in ascolto, parlare con Rita , sentire il clima che si respira. Quando si entra nella stanza dove tutto il gruppo opera, si sentono emozioni forti, potenti di vita, di speranza, di ringraziamento, di attesa fiduciosa, di luce. Persone ormai senza vita, senza opportunità di ulteriori terapie mediche, ormai allo sbaraglio, in attesa di una morte imminente, ritrovano la vita e spesso la fede quasi sempre una pace benefica. Ho incontrato tante persone e bambini provenienti da tutta l’Italia con le più svariate malattie: per lo più persone con tumori solidi in varie sedi del corpo anche agli stadi più avanzati, linfomi, leucemie, ma anche affetti da malattie rare, neurologiche, autoimmunitarie. Ho raccolto tante testimonianze per altro tutte documentate poiché le persone portano fotocopie di documenti e cartelle cliniche nei quali vengono attestate le prove delle guarigioni o dei miglioramenti. Voglio anche sottolineare che sono numerosi i medici che si recano da Rita e ne hanno profonda stima. Vorrei parlare con rispetto di ogni persona che ho incontrato, ogni persona che mi è venuta incontro sorridendo felice di donarmi la sua testimonianza. Ho provato tanta empatia e ho abbracciato tutti con il cuore. Ho condiviso pianti, sofferenze, gioie. Da Rita si respira la vita, non la morte. Tutti ricevono qualcosa se sanno ascoltare e tornare con una certa frequenza senza sospendere i trattamenti. Anche coloro che non guariscono completamente ottengono comunque più forza fisica, più lucidità mentale, più capacità ad accettare la malattia e la morte avvolti da un senso di pace. C’è chi scopre dopo un calvario di sudore e di sangue la fede e la preghiera, come Grazia, che ha ricevuto la pace e la serenità nella preghiera anche se nel suo caso il cancro sta avanzando ancora. Ma Grazia è ancora viva e ha ancora energia da utilizzare per vivere il presente e le piccole cose di ogni giorno e passeggiare con i piedi nudi sulle spiagge di Gabicce mare respirando l’aria mentre si gode spettacolari tramonti. E’ sospesa tra l’inferno della malattia e il paradiso che avverte nel cuore attraverso la preghiera. Sono convinta che anche nel dolore e nella croce, Grazia stia compiendo il suo destino su questa terra: è instancabile nel donare agli altri la sua testimonianza per poter aiutare il prossimo e incoraggiare chi incontra alla fiducia. Ogni giorno trova chi l’accompagna, l’invita, le telefona, e il tutto accade con la più straordinaria naturalezza. La sua singolare testimonianza è stato un esempio importante per i medici che ha incontrato nel suo percorso. Chi arriva devastato da una chemioterapia in corso, riesce a tollerarla meglio, ad avere una qualità di vita migliore, i dolori vengono controllati senza che le persone giungano a terapie pesanti o a morfina, al di là della evoluzione della malattia. Le persone si sentono sostenute da una energia divina. Come scrive Francesco Grianti nel libro “Rita Cutolo, una scheggia dal cielo. Il soffio del Dio nascosto” e che ho letto con piacere, “La prima vera guarigione avviene nell’intimo della persona dove l’amore sblocca i chiavistelli che gli egoismi, gli odi ed i rancori hanno serrato sulle porte del desiderio di vivere nell’amore per cui siamo stati creati”; “Le guarigioni si realizzano nel tempo più o meno breve e, si tratta di un cammino assolutamente personale e libero dove ciascuno può continuare od uscire a seconda di ciò che gli detta la propria coscienza”. Bisogna approdare sulla nave di Dio con umiltà, semplicità “solo chi ha il cuore di un bambino può entrare nel regno dei cieli” e se bussiamo con la trasparenza dell’anima accade qualche forma di miracolo perché permettiamo a Dio di agire anche attraverso di noi. Al contrario, diffidenza, giudizio, orgoglio e paura, impediscono alla luce divina di penetrarci. Dio ha regalato a Rita un bel timone e nella barca aumentano i marinai che partecipano a questo viaggio terreno sulla scia della speranza. Tengo a puntualizzare che Rita Cutolo non suggerisce mai alle persone di sospendere le cure mediche ma la sua opera è di accostarsi con fede e la preghiera alla persona con la sua malattia per accompagnarla e donarle una qualità di vita migliore attraverso l’uso delle sue mani. Rita non è una pranoterapeuta, ma è un canale attraverso cui Dio canalizza la sua misericordia rilasciando una potente energia guaritrice. E’ una persona profondamente onesta e non crea né illusioni, né false speranze. Con chi non ottiene risultati o ulteriori benefici dalle sue applicazioni, suggerisce di rimanere accanto alla propria famiglia.
    Perché ho scritto questa testimonianza:
    Sono medico ed esercito tale professione da tredici anni. Questo lavoro, che vivo come una missione, presuppone prima di tutto una “vocazione” tradotta in termini di ascolto, comprensione e tanto amore per tutti gli esseri umani. E’ sempre stato un mio interesse cercare il dialogo tra la medicina ufficiale e i metodi non convenzionali nel rispetto dell’essere umano, della sua storia, della sua cultura, del suo disagio o della sua malattia. Vedo tutte le persone come anime in cammino che possono imparare qualcosa in più nella vita soprattutto la via della pace interiore. Amo il mio lavoro di medico e penso che qualsiasi mezzo possa rendere migliore il cammino di una persona con la sua malattia, debba essere preso in considerazione, al di là dell’effetto placebo. Per questo motivo invito i colleghi medici ad aprire uno sguardo su Rita Cutolo e “stare in ascolto”, prima di giudicare e quindi rifiutare il suo operato. Ho visto personalmente realizzarsi l’irrealizzabile, ho visto l’impossibile diventare possibile, l’irreversibile trasformarsi in reversibile, ne sono testimone e, come medico, non posso né fingere e né tacere. L’essere umano va accolto totalmente, ci dobbiamo prendere cura della sua globalità, fatta di corpo, mente, psiche, anima, spirito. Etichettare le persone malate come numeri di letto, stanze o protocolli terapeutici è riduttivo. Dov’ è l’essere umano, il suo nome, la sua autenticità, la sua unicità? Dobbiamo mettere la persona al centro dei nostri interventi. Dobbiamo imparare a metterci in relazione senza sentirci dall’altra parte della riva solo perché indossiamo il camice bianco. Dobbiamo trovare nuovi orizzonti terapeutici che restituiscano una maggiore qualità di vita all’uomo con la sua malattia. Dobbiamo imparare di nuovo a “saper ascoltare” e a ritrovare “il volto umano della Medicina”, poiché l’abbiamo dimenticato.
    Sono di fede cattolica, partecipo alla messa domenicale, prego durante il giorno, talvolta condivido esperienze comunitarie nelle case dove le persone gioiscono e soffrono per scoprire con loro l’accoglienza e la condivisione. Che cristiana posso essere se non testimonio la misericordia di Dio e l’amore del Padre che si manifesta in ogni parte del mondo, anche attraverso le mani di Rita Cutolo? Il vangelo va vissuto nel quotidiano e testimoniato, là dove nuovi apostoli di Cristo dedicano la loro vita al servizio dei sofferenti. Invito dunque la Chiesa Cattolica a rimanere in ascolto attraverso gli occhi e le orecchie dello Spirito, perché venga riconosciuta l’opera di Rita Cutolo come autentica e proveniente da una radicale chiamata del Signore. La Chiesa deve continuare a rinnovarsi e trovare nuovo spirito di vera fraternità cristiana, di accoglienza e apertura. Non dobbiamo comportarci come i farisei di un tempo che hanno rifiutato l’amore. Rendiamo viva la nostra fede liberandoci dagli incrostamenti del perbenismo, della chiusura e dell’apparenza. Dobbiamo liberarci dalla vergogna, dall’incredulità e dall’ipocrisia. Cristo è vivo in mezzo a noi solo se siamo autentici e viviamo nella piena carità e condivisione. E’ ciò che sta compiendo Rita Cutolo attraverso la sua vita.
    Questo è un appello al mondo accademico e scientifico, affinché si possa trovare un ponte , una via di comunicazione tra scienza e fede. Dobbiamo abbandonare la chiusura mentale e il rifiuto; non dobbiamo temere ciò che non conosciamo o non rientra nei nostri schemi mentali, nei nostri teoremi. Il sollevamento di oggetti con la mano aperta da parte di Rita Cutolo non appartiene al mondo del paranormale ma, come afferma Francesco Grianti, il fenomeno è ripetibile e quindi indagabile scientificamente. Io ne sono stata una testimone diretta. Invito dunque gli scienziati a contattare Rita Cutolo per poter studiare meglio questo fenomeno, ma con umiltà e rispetto. Rivolgo un appello anche ad una nota trasmissione satirica televisiva che nei mesi scorsi, ma anche recentemente, ha messo in onda alcuni servizi su Rita Cutolo. In quei giorni di dolore sono stata personalmente a Tavullia e ho vissuto e sentito la sofferenza di Rita e dei suoi collaboratori. Chi opera il bene viene perseguitato, ma come diceva madre Teresa di Calcutta “Dà al mondo il meglio di te e ti prenderanno a calci, non importa dà il meglio di te” per amore di Dio e del prossimo. Il mio invito è quello di recarsi laddove opera Rita, esaminare le numerose documentazioni e referti clinici, parlare con la gente e con i medici presenti, in totale trasparenza e rispetto tralasciando i pregiudizi e ascoltando con neutralità. Tante sono le persone pronte ad essere intervistate e desiderose di testimoniare poiché hanno ricevuto il dono della guarigione e della rinascita.
    Siamo tutti figli di uno stesso Cielo, di uno stesso Padre. In ognuno di noi vive la fiamma di un raggio di sole che proviene dalla fonte divina. Spesso dimentichiamo di avere questo tesoro e viviamo una vita solo da spettatori perché abbiamo dimenticato la Fonte. Siamo prigionieri di un ego individuale e collettivo che tende a separare, creare divisioni, fazioni, giudizi, pregiudizi, rifiuti. E’ proprio questa mentalità che ci impedisce di gioire, sperimentare la condivisione, l’amore, di sentire che siamo tutti fratelli al di là di ogni appartenenza. Colgo questa occasione per ringraziare Dio del dono che mi ha fatto e anche attraverso questa testimonianza voglio lodarlo e restituire almeno un briciolo dell’amore che mi ha donata. Sento il desiderio di dire grazie all’esistenza al di là delle gioie e dei dolori. Vorrei terminare con un altro passo bellissimo del Vangelo “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto”.

    Manuela Manara

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