Grianti e Rita


griantiAbitando a Pesaro, di Rita Cutolo, che d’ora in poi chiamerò soltanto Rita, come la chiamano tutti quelli che le vogliono bene, ho sentito parlare da più di 20 anni. Se ne era occupata la stampa locale, con articoli a tutta pagina, lei era andata varie volte in TV, e a Pesaro c’è chi le vuol bene e chi, come sempre capita a tutti santi e non santi, non gliene vuole.

Se oggi non ho riserve e mi espongo a favore di Rita, è anche perché la mia scorza di scienziato è stata già fortemente incrinata da tre grandi meteore venute dal cielo che hanno attraversato la mia vita. La prima si chiamava don Elia Bellebono al seguito del Sacro Cuore di Gesù, un sacerdote ordinato all’età di 65 anni per meriti straordinari, la seconda ha centrato in pieno la mia famiglia ed era guidata da San Padre Pio e la terza che sto vivendo tuttora è proprio Rita Cutolo, che caso strano, nel suo giardino e nel Centro dell’Angelo dove opera, ha le statue del Sacro Cuore e di San Padre Pio.

Ricordando che la prima meteora don Elia era piombata da quel di Bergamo nell’Eremo di Montegiove a pochi km a sud della mia casa, che la seconda ha centrato in pieno la mia famiglia e che Rita da quel di Roma viene a cadere a Colombarone a pochi km a Nord, ho cominciato a pensare che forse tutto questo non capita a caso e che su questo devo riflettere molto.

Nel I Libro dei RE sta scritto : In quei giorni, essendo giunto Elia al monte di Dio, l’Oreb, entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco il Signore gli disse : “Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore”. Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.

Dobbiamo ricordarci tutti che la sua tremenda e immensa onnipotenza ci si manifesta sempre sotto forma di una leggera brezza, piena di segni, ed è quello che io chiamo il soffio del Dio Nascosto.
Dalla profonda amicizia e dal profondo amore con chi domina il mondo e tutte le sue creature nasce il coraggio di testimoniare la verità, senza riserve di comodo, ovunque essa si manifesti, senza inutile rispetto umano, senza paura.
Chi cerca Cristo senza ipocrisie, non lo cerchi nelle grandi cattedrali, o alle messe di mezzogiorno, dove lo sfoggio delle pellicce e dei capi di moda spegne quel soffio. Chi cerca Cristo, lo cerchi la dove qualcuno porta già la croce qui sulla terra, la dove la sofferenza fisica e spirituale purifica ed espia i peccati del mondo, la dove i martiri di sempre sono nascosti nella loro sofferenza.

Questo piccolo libro di testimonianze ha solo lo scopo di dare garanzia e speranza a chi cerca l’ultima spiaggia su cui approdare. Da Rita una spiaggia c’è, è una spiaggia dove avvengono guarigioni fisiche e spirituali, è una spiaggia libera dove non si paga, dove non esistono amuleti, pozioni magiche o trucchi, dove è bandita la menzogna e l’ipocrisia. Rita è una donna cui è stata data sicuramente una marcia in più rispetto a tutti gli altri esseri umani, non è un sacerdote né una suora, lei è la bagnina umile, operosa ed infaticabile di questa spiaggia cristiana dove il mare della vita le porta i naufraghi e dove spira una brezza particolare, il soffio del Dio Nascosto.

Commenti

Una Risposta a “Grianti e Rita”
  1. Luca Sorrentino scrive:

    Ho conosciuto Rita, siamo rimasti edificati, sorpresi non dalle guarigioni, che pure lì avvengono! né dai segni che lì si manifestano, perchè parlando a un uomo di scienza che si confronta con colleghi dovremo dire che i segni hanno un valore sintattico il cui significato risiede nel sistema in cui insistono, perciò accanto a chi crede nei segni si troverà sempre qualcuno che userà gli stessi inserendoli in un altro sintagma, perciò la questione non giungerà mai a un capo asseverativo per il convincimento. Fa bene quindi Rita a sottrarsi a tutte le verifiche della scienza, perché tra la fede e lo scetticismo esiste sempre una soluzione di continuità. Gesù ha detto che questa generazione che chiede un segno non avrà altro segno che quello di,Jiona, cioè la fede nella sua resurrezione e questa fede nasce dall’Amore che è il vero segno non sintattico ma assoluto della presenza di Dio tra gli uomini e noi l’abbiamo trovato a Tavulla nella persona di Rita e di Luca.questo a testimonianza che lì opera il Padre nella sua serva Rita.

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