Probabilismo


VIE DELLE CULTURE (PROBABILISMO)

Ma prima che la Scienza arrivasse così fortemente a introdursi nel mondo della guarigione usando le sue potenti armi deterministiche, le culture dell’uomo nelle varie regioni del mondo abitato si arricchivano di esperienze di guarigione rivolgendosi alla natura ed a quelle forze soprannaturali che ogni tipo di religione invocava quando l’esperienza umana nulla poteva di fronte alla malattia. Non entro certo in una analisi di tipo antropologica, che non mi compete, ma cercherò tramite la fisica di far comprendere come le piccole armi della tradizione e delle culture prescientifiche abbiano oggi una loro giustificazione scientifica, chiameremo queste armi “armi caotiche” perché il loro effetto a distanza di tempo trova oggi spiegazione nella teoria del Caos. Ma anche qui non voglio turbarvi con spiegazioni di carattere fisico o matematico e prima di passare agli esempi di guarigione legata a queste piccole cause vi esporrò due esempi della fisica che potrete comprendere benissimo anche senza essere dei fisici.

1) Il cono

schema3Il primo esempio che si può citare è quello del cono. Guardando la figura si può vedere come un cono appoggiato sulla base sia un sistema fisico la cui posizione sia ben prevedibile dalla scienza. Si tratta di un sistema in equilibrio stabile,ed anche se appoggiandolo ci sono imprecisioni nell’operazione la scienza può benissimo prevedere dove si sistemerà il cono.

Ma se lo appoggiamo dalla parte della punta vediamo che l’equilibrio è instabile ed il cono cade. Ma dove cadrà ? nessuno lo può dire, neppure la scienza che usa le stesse leggi del caso precedente, perché il tutto è basato su quelle che si chiamano le condizioni al contorno, cioè quelle piccolissime influenze che può avere l’ambiente esterno in cui si verifica il fenomeno, un soffio di vento, un colpo sul tavolo, un spintarella mentre lo siappoggica e così via. Le condizioni al contorno sono così tante e così variabili che Poincarè a fine 800 inventò la Topologia, cioè la statistica delle condizioni iniziali.

Un sistema semplice come un cono diventava quindi un sistema imprevedibile e lasciava ampio spazio di variabilità a tutte quelle leggi fisiche che avrebbero voluto un mondo deterministico che fin da allora denunciava di non poter esistere.

2) L’effetto farfalla

Per lo stesso motivo per cui non è prevedibile la caduta del cono appoggiato alla sua punta nessun meteorologo riesce a prevedere le condizioni atmosferiche a distanza di 4 o 5 giorni, e questo fu provato da Edward Lorenz del MIT (Massachusetts Institute of Technology) negli anni sessanta con un famoso esempio di calcolo da lui stesso denominato “effetto farfalla”.

Lorenz aveva costruito un modello matematico fatto da un insieme di equazioni di dinamica non lineare, equazioni di Poincarè, modello che sarà poi il progenitore dei moderni modelli matematici di previsioni del tempo. Con questo modello pensava di poter prevedere il tempo a distanza di 30 giorni e così iniziò a provarlo supponendo certe condizioni iniziali di pressione, temperatura, umidità e di tutti gli altri parametri meteorologici, sul Mato Grosso. Il computer eseguì i suoi calcoli, che al tempo duravano ore, e previde dopo trenta giorni il sereno a Miami. Lorenz però non si accontentò di una sola prova e per vedere se il sistema fosse stabile e desse sempre le stesse previsioni, riprovò una seconda volta; a differenza dalla prima, quando giunse a metà del calcolo, fermò il computer, segnò i valori cui era giunto il calcolo ed andò a prendersi un caffè. Quando tornò reinserì nel computer i dati che aveva segnato e fece ripartire il computer. La previsione fu che a Miami ci sarebbe stato un uragano e quindi un risultato completamente diverso dal precedente. Cosa era successo ? Era successo che Lorenz aveva segnato i dati, quando aveva fermato il calcolo, con quattro cifre decimali trascurando la quinta e la sesta cifra decimale fornita dal computer, come normalmente fanno tutti i fisici nei loro esperimenti. Le sue equazioni invece erano sensibili a quei valori che egli riteneva trascurabili e che potevano rappresentare nei dati meteorologici l’equivalente della variazione di pressione prodotta dal battito d’ali di una farfalla. Lorenz quindi concluse con una battuta ormai famosa che il battito d’ali di una farfalla nel Mato Grosso poteva cambiare il tempo a Miami dopo 30 giorni, conclusione che oggi viene confermata dalla teoria del Caos.

Il sistema meteorologico è un sistema complesso dove ogni variabile è sensibile alle mutazioni delle altre e con esse interagisce in maniera tale da amplificare gli effetti fino a raggiungere situazioni finali imprevedibili. Ma cosa c’entra tutto questo con la guarigione ?

schema4Come abbiamo visto nei sistemi instabili, con l’esempio del cono e con quelli complessi con l’effetto farfalla, una piccolissima variazione iniziale di una qualsiasi variabile del sistema può condurre a risultati molto differenti tra loro. Poiché l’organismo umano è da considerarsi come un sistema complesso in continua evoluzione, dove fenomeni di instabilità fisico-chimica nel suo interno sono alla base della sua stessa evoluzione, possiamo considerarlo come l’insieme di una grande moltitudine di coni rovesciati e di micro sistemi meteorologici per cui piccole influenze possono portare a grandi differenze nei risultati finali. Poiché la guarigione delle culture prescientifiche e pretecnologiche non poteva disporre della armi deterministiche della scienza di oggi, ma solo di piccole armi “caotiche”, le culture hanno conservato nel tempo l’informazione dei mezzi di cura tradizionale cui oggi si rifanno le metodiche erboristiche, omeopatiche o di altre pratiche analoghe.

La scienza di oggi apre così alla guarigione quel mondo probabilistico legato a culture e tradizioni, e riscopre i fondamenti scientifici di quelle metodiche considerate per troppo tempo solo illusioni, placebo o fantasie.

Ma quale è la differenza fondamentale tra la guarigione di stile deterministico e quest’ultima di stile probabilistico ?

La differenza sostanziale è che nella guarigione l’organismo non è un partner di secondo piano ma gioca un ruolo fondamentale come sistema complesso. L’organismo reagisce producendo le proprie autodifese contro la causa della malattia, sollecitato dalla infinitesima causa esterna fornita dalle culture e dalle tradizioni.

La causa infinitesima, il battito d’ali di farfalla, provoca quella stimolazione nel sistema caotico dell’organismo che porta alla guarigione. Esempi ? Certo, possiamo cominciare con i vaccini. Non ho inserito la vaccinazione tra i medicamenti proposti dalla scienza, non perché non sia stato uno scienziato come Pasteur a scoprirlo, ma perché l’azione del vaccino mette come primattore della guarigione l’organismo stesso. E’ lui che reagisce all’iniezione dei microrganismi inattivi del morbo, e lo fa in maniera tale da potenziare le proprie autodifese per quando sarà attaccato dai microrganismi attivi.

Anche oggi per combattere la comune influenza si cerca di prevenirla con un vaccino dato che non esiste un medicamento farmacologico capace di debellarla dopo che essa ci ha colpito. Potremo poi fare gli esempi delle guarigioni inspiegabili, e qui non mi riferisco a quelle legate a fenomenologie miracolistiche, ma a quelle che si verificano in casi di interventi chirurgici disperati su pazienti con tumori diffusi e metastasi ineliminabili dove si richiude fatalmente la ferita praticata chirurgicamente. Alcune volte capita che il chirurgo apra e richiuda per l’impossibilità di operare ma il paziente dopo uno o due mesi è guarito. Cosa ha prodotto la guarigione ? La mia convinzione è che la malattia tumorale, che ormai tutti riconoscono non avere un agente patogeno esterno, rappresenti invece la perdita di qualche informazione nel programma della replicazione cellulare. Questa perdita dovuta ad agenti inquinanti dell’ambiente esterno, chimici o fisici che siano, avviene tramite ingestione, inalazione o radiazione sia ionizzante che non come quella dei campi elettromagnetici. Può essere allora che quel disperato intervento chirurgico abbia involontariamente azionato qualche “effetto farfalla” che ha portato l’organismo a riprodurre quel pezzo di programma che si era distrutto e si sia quindi indirizzato alla guarigione. L’interessante sarebbe scoprire quale è la “farfalla” che ha battuto le ali in quei casi. Potremmo poi parlare delle guarigioni legate alla medicina alternativa, omeopatica o alle forme psicosomatiche, dove si verifica sempre un fenomeno del tipo effetto farfalla e dove è sempre l’organismo con le sue reazioni a giocare un ruolo primario.

Ma proprio perché il primattore è l’organismo, in questi casi il tempo di guarigione non è più legato al rapporto tra la causa “farfalla” e la causa del morbo, ma dipende solo dal tempo di recupero dell’organismo stesso, e quindi è un tempo non riducibile come era quello della guarigione deterministica.
I tempi di guarigione di questo secondo tipo sono quindi circa eguali a quelli che si avevano nel passato con la guarigione secondo le vie delle culture.

Lascia il tuo pensiero

Lascia il tuo pensiero...
gravatar!