Biografia


Dal libro del Professor Francesco Grianti
“Il Soffio del Dio nascosto – Rita Cutolo : Una Scheggia dal cielo” – Edizioni Ananke

Da 3-3 Rita : Cenni di vita

ritapiccola

Rita da Bambina

Rita nasce a Roma l’11 ottobre del 1948 da Angelo, originario di Gaeta, che aveva 20 anni e da Dora Sabatini che ne aveva 17 ed era originaria dell’Abruzzo. Nel giorno del suo Battesimo si unirono in matrimonio religioso anche i suoi genitori. Il nome lo indicò per lei una certa suor Aurelia predicendo che quella bimba avrebbe fatto grandi cose sulla terra per cui il miglior nome con cui battezzarla era quello di un grande santa come Santa Rita da Cascia. Dopo Rita giunsero anche due fratellini, Piero ed Enzo; la famiglia era povera e viveva in una caserma dei granatieri adibita durante l’ultima guerra a rifugio per profughi e scampati dai bombardamenti senza dimora. Ma con la ricostruzione fu possibile alla giovane famiglia Cutolo accedere ad una casa popolare situata al Villaggio di Acilia tra Roma e Ostia. Il padre era semplice manovale e con quella modesta entrata una famiglia di 5 persone viveva con non poca difficoltà. L’infanzia di Rita passa quindi attraverso rinunce e sacrifici che ne temprano il carattere e la dispongono alla generosità verso i bisognosi. Non aveva giocattoli e come tanti bambini poveri doveva immaginarseli e costruirseli recuperando nei bidoni della spazzatura quanto veniva scartato dagli altri.

Il suo desiderio di aiutare e di curare si manifestava comunque nel modo con cui rappezzava le bambole rotte, le fasciava e le curava.Già nella sua infanzia si avevano i primi segni di quella che sarebbe poi diventata la missione principale della sua vita, curare, curare senza sosta per ridare fiducia, vita e speranza a chi si trova nei

Il battesimo di Piero

Il battesimo di Piero

momenti più tragici della sua vita, quando il mondo ti chiude le porte. Cresce quindi nella introspezione, solitaria e taciturna, frequenta spesso la chiesa dove prega  e solo nel colloquio interiore con il Padre Celeste trova quella serenità che la vita le nega e desidererebbe farsi suora. Sta spesso vicino al nonno paterno che nel frattempo si era trasferito a Fiumicino e che, uomo di profonda fede religiosa cattolica, si dice operasse guarigioni posando un bicchiere sul corpo dei malati. Il nonno muore quando Rita ha solo 14 anni e per lei  è una grande perdita. In famiglia non tengono in considerazione la preveggenza di fatti che Rita manifesta e che denotano in lei dei doni naturali straordinari. Un fatto particolarmente significativo avviene quando il fratellino Enzo si ammala di broncopolmonite e praticamente è morto perché stanno per coprirlo con il lenzuolo quando Rita guarda intensamente il fratello e questo si riprende. Un’altra guarigione nella famiglia di cui Rita si accorge, è quella relativa alla madre che si è ustionata una gamba con olio bollente e Rita, in un gesto inconscio di aiuto, ha appoggiato le mani sull’ustione e che all’indomani scompare.

Le nozze di Rita

Le nozze di Rita

Nel 1973 il padre Angelo viene colpito da un tumore al  cervello e muore provocando con questa morte prematura grande angoscia in Rita che per alleggerire del suo peso economico la famiglia aveva accettato di sposarsi con Raffaele Mugnolo l’11 dicembre del 66.  Non era matura per un matrimonio, non era neanche nella sua volontà quella di formarsi una famiglia, aveva solo 18 anni e la necessità di aiutare in qualche modo la famiglia originaria. Da quel matrimonio nacquero due figli Luca e Toni.  Rita  scopre un giorno di avere una cisti al seno e nel ricordo del tumore che aveva colpito il padre teme di fare la stessa fine. Ma una notte sogna San Michele Arcangelo che viene verso di lei su una grande onda del mare, la consola e le suggerisce di applicare le proprie  mani  sulla parte malata del seno. Come si sveglia si ricorda del sogno,  e pone le mani sulla cisti, sente un calore benefico e la cisti scompare. Da quel momento Rita sa di poter guarire la gente e sente nascere fortissima in lei questa missione. Il matrimonio non ha uno sviluppo positivo, Rita comincia a guarire le amiche della madre ed inizia ad avere una sua clientela ad Acilia composta da parenti ed amici cui non chiede mai denaro. Tra queste donne guarite c’è pure Lisa Flati, adolescente che da due anni era ricoverata in ospedale con un brutto male.

La riconoscenza di Lisa per Rita è tale che  a lei si aggrega e la segue ovunque Rita andrà anche perché a detta di Rita quell’Angelo che le sta sempre vicino le avrebbe detto che anche Lisa avrebbe potuto guarire con l’imposizione delle mani. Si sparge la voce sulla guaritrice Rita Cutolo e così giungono a Roma anche persone provenienti da San Marino e che, avuta la guarigione, si adoperano per far trasferire Rita in quella terra. Iniziano le prime trasferte dove Rita e Lisa vengono ospitate temporaneamente presso le famiglie finchè Rita decide di venire a San Marino ma dopo 4 mesi di vita nella piccola Repubblica si stabiliscono a Pian di Meleto, nel pesarese, in una vecchia casa colonica isolata chiusa ed abbandonata da più di 10 anni. Li d’inverno fa molto freddo e nevica parecchio, Rita racconta che avevano una coperta in due ed un paio di lenzuola, due piatti piani e due cupi e li vi restarono per 7 mesi operando sempre senza farsi pagare ma vivendo di quello che la gente portava loro in viveri.

Infine finirono a Monte Grimano a circa 800 metri di altezza dove il freddo invernale non le risparmiava e con loro avevano portato il piccolo Toni che dormiva in un angolo sopra uno strato di giornali. Luca invece era stato lasciato a Roma presso dei parenti per frequentare la scuola e le avrebbe raggiunte solo  qualche anno dopo. Dopo vari spostamenti Rita, Lisa Luca e Toni con le loro famiglie fisssano la loro residenza in provincia di Pesaro ed operano prima a Colombarone e a Fano ed oggi a Pesaro poi Saludecio e attualmente a Tavullia strada Marrone 9, ospiti della struttura Raggio di Luce.

Commenti

10 Risposte a “Biografia”
  1. pio scrive:

    SEI FANTASTICAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA.

  2. marco scrive:

    prega anche per me visto che di guarigioni mi occupo con le parole ( e solamente alcuni fatti purtroppo). Sò di aver bisogno d’incontrarti ma non vorrei levarti del tempo prezioso per curare altri anche perchè il mio male “sembra” sotto controllo. Ti ringrazio per esserci e dare una mano a questo mondo donatoci per vivere in esso e migliorarlo.

  3. Simona Portoghese scrive:

    La vita ci pone davanti a situazioni incalzanti, devastanti e urgenti; ma è anche vero che tutto in un’attimo cambia e ciò ci può farci paura, anzi forse terrore, invece dovrebbe darci la forza, proprio nei momenti più oscuri, di aver fede nel cambiamento, che in ogni momento può cambiare qualsiasi situazione, per quanto statica possa sembrarci. Sono felice e allo stesso tempo grata dell’esempio che date, non arrendendovi mai, neanche nell’estrema difficoltà.

  4. mara scrive:

    Rita sei un angelo, ti ringrazio di tutto, poi ti dirò.
    un bacio a te,i tuoi figli, i tuoi collaboratori.
    mara.

  5. Antonella scrive:

    ciao Rita, da te sono già venuta tre volte e ne ho avuto grande beneficio, sia fisico che mentale. Purtroppo la distanza nn mi permette di venirti a trovare più spesso, ma ti sento sempre vicina al mio cuore. Grazie per quello che trasmetti a tutti quelli che spesso non hanno una gran fede,” ma tu hai una forza dentro” che con la tua semplicità riesci a smuovere quel macigno che sta dentro di noi. Un immenso abbraccio a te Rita e, a tutte quelle persone che beate loro ti stanno sempre vicino.

  6. Federica Liberati scrive:

    dentro di me…una grande tristezza e un dolore immenso. La vita appare inutile e sensa senso. leggere la tua storia, cara Rita, vedere i tuoi occhi … mi danno sempre una forte spinta alla vita. Nel mio piccolo cerco di fare del bene ma purtroppo non viene mai apprezzato…ho sacrificato tanto, tantissimo…Spero che il 2012…mi aiuti a fare del bene…senza essere accusata….di fare del male…
    LUCA angelo della tua mamma, rimani vicino a noi. ciao.
    Federica Liberati da Roma

  7. michela scrive:

    Ho conosciuto Rita e Luca per caso,grazie ad una mia amica. l’incontro è stato il 5 Dicembre 2011 a Sansepolcro.Un unico incontro prima della tragedia, eppure pur non avendo vissuto la loro storia e non conoscendoli affatto, mi sono ritrovata a pensare sempre più spesso a loro e credo che Luca sia con me,vicino, che mi aiuta che mi da forza.Non sò se sono degna di dire che che sento in lui il mio Angelo custode…ma è così.Domani sarei dovuta andare al prossimo incontro ma sò che Rita non potrà venire.Sento il dovere di ringraziarla ma soprattutto di ringraziare Luca per essere stato così umile e gentile in quel nostro primo e unico incontro presso l’hotel Borgo e di essere così presente nella mia vita in maniera positiva come Angelo che mi accompagna nelle mie giornate.Mi sento protetta dalla sua presenza.Grazie. Michela.

  8. Franco Sestilli scrive:

    La Grande Energia che Rita sprigiona dal Suo corpo e che trasmette attraverso quelle Sue particolarissime, straordinarie mani a beneficio di noi tutti, malati nel corpo, nella mente e nello spirito, non può che trarre origine dalla Sua profonda Umiltà e dalla Fede e Carità Cristiana che l’hanno temprata, spiritualmente ed umanamente, sin dall’infanzia attraverso le più dure prove che la vita le ha riservato,senza risparmiarla, sino ad oggi. Una vita, comunque, straordinaria, una vita che dona vita e speranza al Prossimo ma che non susciterebbe gli stessi effetti taumaturgici se non fosse impregnata dalla Preghiera e dall’Amore Angelico, dono del Padre per Lei da condividere, in questo passaggio terreno, con i fratelli in Cristo.
    Franco

  9. federica scrive:

    Il significato di questa perdita improvvisa sta sicuremente al di la’ della vita e della nostra umana comprensione. La consapevolezza e’ che LUCA ha vissuto una vita piena, ricca di amore di umanita’ che ha trasmesso a tutte le persone che come me hanno avuto la grande fortuna di conoscerlo e di essere aiutate da Lui.
    Chi resta nel cuore di chi vive non muore mai…

  10. Pia scrive:

    Ho appreso solo ieri della scomparsa di Luca e come mamma mi sono messa a piangere pensando al grande dolore che devi aver provato cara Rita. Mi sono subito venute in mente le sofferenze patite da un altra grande madre, la Madonna, e quindi mi è venuto spontaneo pensare che forse Dio in questo terribile evento ti abbia voluto accomunare al dolore immenso patito dalla madre di suo figlio per la sua morte in croce, consapevole però della sua Resurrezione. Io non sono nessuno e forse sono l’ultima persona degna di poterti dare una parola di conforto, ma vorrei lo stesso abbracciarti spiritualmente e ricordarti le parole di Gesu’:” Beati quelli che piangono, perche’ saranno consolati”.
    Con tanto affetto,
    Pia la mamma di Matteo.

Lascia il tuo pensiero

Lascia il tuo pensiero...
gravatar!