“Santità, è la prima volta nella mia vita che mi rivolgo a Lei e spero di esserne degna. Mi chiamo Rita Cutolo, sono nata a Roma e da alcuni anni risiedo in un paesino della provincia di Pesaro-Urbino. Sono una persona molto semplice e dotata di una grande Fede nel Signore al quale dono ogni momento della vita. Probabilmente si chiederà come mai io abbia deciso di rivolgermi a Sua Santità, qual’è la necessità che mi abbia spinta a farlo, dal momento che la mia vita si conduce seguendo un ritmo di quotidiana normalità.
In realtà il Padre Celeste ha permesso che dalle mie mani si sprigioni un’energia che ha la capacità di curare le malattie e dal giorno in cui, molti anni fa mi sono resa conto di avere ricevuto questo dono, ho iniziato a dedicarmi alle persone che soffrono. Sono contenta di avere accettato questo impegno e di non avere mai speculato su quanto mi è stato dato gratuitamente dal Padre Celeste. Accolto tutti e pongo le mani su tutte le persone ammalate; prego il Signore che le aiuti, se può, a guarire e le invito a riavvicinarsi a Lui con la preghiera e la Santa Comunione. Il Signore ha concesso la guarigione a molti ed altri continuano a varcare la porta della nostra casa con la speranza di vedere migliorare le proprie condizioni di salute. Ora, Santità, ho bisogno di incontrarmi con Lei per ricevere una Sua Benedizione che mi dia ancora di più il sostegno e la forza per aiutare i fratelli poveri ed ammalati che soffrono. Nella speranza che questa mia richiesta venga amorevolmente accorta, resto in attesa di una sua risposta. Con tanta devozione e stima.”

Rita Cutolo.

 

Dopo questa lettera Rita viene ricevuta da Sua Santità Papa Giovanni Paolo II  nell’udienza privata del 21 Giugno 1996

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